Latinismi

L-Q

forma latina usata in italiano

spiegazione

Llapis"sassolino", usato dai romani per segnare i giorni. In italiano ha assunto il significato di matita.
lapsus (linguae)una momentanea mancanza di memoria nel trovare il termine giusto. (avere un lapsus)
latinòruminventata dal Manzoni, espressione con cui Renzo interpella Don Abbondio, indica l'uso del latino in modo pedante ed incomprensibile.
laus deo"lode a Dio", parole che gli amanuensi scrivevano alla fine di un libro, oggi usato scherzosamente per indicare un'esclamazione di sollievo: "sia lode a Dio!"
lavàbo"io laverò", indica comunemente un lavandino.
libìdotermine della psicologia, indicante il complesso dei bisogni sessuali dell'uomo.
lippis et tonsoribus"ai cisposi e ai barbieri", tratta da un verso di Orazio, indica "a tutti". (esser noti lippis et tonsoribus)
longa manus"lunga mano", detto di persona che agisce più o meno nascostamente per incarico di altri. (quel funzionario è la longa manus del ministro)
lupus in fabula"il lupo della favola", motto rivolto a chi, arrivando inaspettato mentre si parla di lui, toglie la possibilità di continuare il discorso.
Mmagna pars"gran parte", riferito a chi ha avuto la parte principale in un progetto. (i suoi collaboratori furono magna pars del successo)
magnificat"magnifica", inno della Vergine, scherzosamente è usato per indicare il mangiare.  (quando è l'ora del magnificat sono tutti pronti)
mala tempora (currunt)"cattivi tempi (avvengono)", per indicare quelle situazioni e circostanze di tempo sfavorevoli.
manus manum lavat"una mano lava l'altra".
mare magnumgran quantità, gran confusione. (nel mare magnum di quella amministrazione non si capisce nulla)
mater dolorosa"la madre addolorata", verso di Iacopone da Todi, riferito all'atteggiamento della Vergine alla crocifissione del figlio.
mater rerum omnium natura"la natura è madre di tutte le cose", frase di Cicerone.
mea culpafamosa preghiera, è un'accusa delle proprie colpe, espressione del proprio pentimento. (recitare il mea culpa)
mèdium"punto di mezzo", detto di persone capaci di fungere da intermediari tra i vivi e gli spiriti dei morti.
meliòribus annis"negli anni migliori", espressione di Virgilio.
melius abundare quam deficere"meglio abbondare che difettare".
memènto"ricordati", nome di due preghiere che si recitano durante la messa, il termine può essere usato scherzosamente nella locuzione "dare un memento ad uno", cioè infliggergli una punizione tale che se ne ricordi a lungo.
memorandum"cosa che deve essere ricordata", breve nota in cui sono riassunti i termini di una questione.
mìnimum"la cosa minima", il minimo. (non ha ottenuto il minimum dei voti)
minus habens"che ha meno", usato come sostantivo per indicare chi ha scarse doti intellettuali. (è un minus habens)
mirabìlia"cose mirabili", usato scherzosamente per indicare cose straordinarie. (promettere mirabilia)
miscere sacra profanis"mischiare cose sacre e profane", frase di Orazio, usata ancora oggi per indicare un modo di procedere disordinato, per cui tutti gli argomenti si mescolano senza tenere conto delle debite differenze.
miserère (me)"abbi pietà (di me)", parola iniziale di un salmo penitenziale, usata talvolta anche in tono scherzoso. (miserere di me!)
modus vivendiaccordo, conciliazione fra parti in lite, usato anche metaforicamente. (trovare un modus vivendi)
more sòlitoletteralmente "secondo il solito costume", significa "come al solito", usato soprattutto per indicare il ripetersi sgradevole di un atteggiamento, di un comportamento o di una situazione.
more uxòriola condizione dei conviventi senza matrimonio legale.
mors omnia solvit"la morte mette fine ad ogni causa", proverbio che trova la sua origine nel linguaggio giuridico romano, ove la morte significava la fine del matrimonio. Da questo ambito ristretto la sentenza ha finito per riferirsi a qualsiasi tipo di controversia o impegno contrattuale, per poi scadere nel significato banale secondo cui la morte mette fine a tutto.
mors tua, vita mea"morte tua, vita mia", ad indicare il cinismo della vita quando lo svantaggio di uno significa il vantaggio di un altro.
motu proprio"di iniziativa propria", formula che in atti e decreti regi indicava che essi erano stati emanati per iniziativa del sovrano. (il re lo nominò conte motu proprio)
mutàtis mutàndis"cambiando ciò che è da cambiare".
Nnatura non facit saltus"la natura non fa salti", massima di Linneo secondo la quale in natura non avviene nulla che non sia parte di una catena di cause ed effetti..
ne discere cessa"non smettere mai di imparare", nota frase di Catone.
nemo omnia potest scire"nessuno può conoscere tutto", così diceva Varrone.
nemo propheta in patria"nessuno è profeta in patria", antico proverbio.
nemo sua sorte contentus"nessuno è contento della sua sorte", celebre verso di Orazio che indica l'incontentabilità umana.
nihil est quod fìeri non possit"non vi è nulla che non possa esser fatto", massima di Cicerone.
nihil sub sole novum"niente di nuovo sotto il sole", famosa sentenza biblica secondo la quale l'uomo non è in grado di creare nulla di realmente nuovo, e tutto ciò che è sotto il sole finisce per restare sostanzialmente invariato, com'era al momento della creazione.
non est tuum quod fortuna fecit"non è tuo quel che è merito della fortuna".
non omnis moriar"non morirò del tutto", nota frase di Orazio.
non plus ultrapropriamente "non più oltre", il livello massimo a cui sia possibile pervenire. Era l'iscrizione sulle colonne d'Ercole ad indicare la fine del mondo. (sei il non plus ultra dell'ignoranza!)
non possumus"non possiamo", frase presente negli Atti degli Apostoli, con cui gli apostoli Pietro e Giovanni si rifiutarono di interrompere la predicazione. Oggi viene impiegata per indicare che il proprio senso del dovere impedisce di obbedire ad una richiesta.
non sèquitur"non è una conseguenza logica", commento che nel linguaggio filosofico si applicava a ragionamenti incongruenti.
Oobtòrto collo"controvoglia, malvolentieri", modo di dire.
odi et amo"odio e amo".(Catullo) Siamo nella fase finale della storia d'amore tra Catullo e Lesbia, quando il poeta si è oramai reso conto che la sua amata è in realtà una donna corrotta ed infedele, ma ciò nonostante non può fare a meno di amarla. La celebre frase esprime tutto il suo conflitto interiore e l'ambivalenza dei suoi sentimenti.
omìssisindica un'omissione di parole o frasi giudicate non necessarie.
omnia vincit àmor"l'amore vince tutto", frase celebre di Virgilio.
òmnibus"per tutti", diligenza a cavalli usata nel secolo scorso per trasportare viaggiatori e merci. (treno omnibus)
omnium"di tutti", gara ciclistica o ippica in cui sono ammessi corridori o cavalli di varie categorie, età, ecc.
opera omniail complesso delle opere di un autore, tutte raccolte insieme. (hanno pubblicato l'opera omnia di Leopardi)
òptimumil massimo livello a cui si può giungere. (raggiungere l'optimum)
ora et labòra"prega e lavora", la famosa regola benedettina.
ora pro nobis"prega per noi", preghiera usata dai fedeli durante la recita del rosario e nelle processioni.
otia dant vitia"l'ozio crea i vizi", antico proverbio.
Ppanem et circènses"pane e giochi del circo", espressione usata da Giovenale per indicare i due elementi necessari e sufficienti per tenere a freno il popolo di Roma.
pax et bonum"pace e bene", saluto dei francescani.
pax romana"la Pace Romana", espressione usata dagli storici per indicare la pace che Roma impose a tutto l'impero, grazie alla quale la civiltà romana aveva potuto diffondersi.
pecunia non olet"i soldi non puzzano", celeberrima battuta attribuita a Vespasiano.
per àspera ad astra"attraverso le asperità fino alle stelle", motto dei gesuiti, per indicare le difficoltà del cammino che porta alla gloria.
per os"per bocca", formula usata dai medici nelle ricette.
placèbopropriamente "io piacerò", per indicare una sostanza farmacologica inerte, somministrata al paziente a scopo di suggestione. (effetto placebo)
plagas"piaghe", locuzione non comune. Dir plagas di qualcuno, parlarne malissimo.
plenum"cosa piena", seduta plenaria di un'assemblea parlamentare.
postscriptumciò che si aggiunge alla fine di una lettera dopo averla già conclusa e firmata. Di solito si abbrevia con  p.s..
primus inter paresletteralmente "il primo fra i pari", si usa ad indicare una persona che spicca fra le altre di pari grado.
pro bono pacis"per il bene delle pace", modo di dire.
pro càpitea testa. (reddito pro capite)
pro forma (tantum)per pura formalità.
pròsitpropriamente "giovi", esprime augurio specialmente nei brindisi o rivolgendosi a chi starnutisce.
pùnctum dòlens"il punto che duole", termine usato per indicare una difficoltà, una questione spinosa.
Qqualis pater, talis filius"tale il padre, tale il figlio", famoso proverbio.
quamquam"benchè", si usa nella locuzione fare il quamquam , cioè il saccente.
quia"perchè", usato nella locuzione stare al quia, attenersi all'argomento.
quidindica un qualcosa di indefinibile. (nel suo fare c'è un quid che non mi convince)
qui multum habet, plus cupit"chi ha molto, desidera di più", proverbio che esprime l'incontentabile avidità umana.
qui pro quoforma abbreviata dell'originale "quid pro quo", indica un equivoco. (incorrere in un qui pro quo)
quod erat demostrandum"come volevasi dimostrare", nota frase del matematico greco Euclide.
quod scripsi, scripsi"quello che ho scritto, ho scritto", frase detta da Pilato ai sacerdoti che non avevano gradito la scritta sulla croce di Gesù (rex Iudaeorum) e volevano modificarla. La frase è diventata proverbiale, come rifiuto da parte di un'autorità di riesaminare una questione.
quondam"una volta", ciò che si era un tempo. (quel tale , quondam frate)
quorumil minimo dei membri di un'assemblea che possono prendere una deliberazione valida.
quot hòmines, tot sentèntiae"tanti uomini, tanti pareri", frase di Terenzio.
quotìdie morìmur"muoriamo ogni giorno", frase di Seneca.
quo vadis?"dove vai?" (Atti del martirio di San Pietro)

 

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