Latinismi

A-D

forma latina usata in italiano

spiegazione

A

ab absùrdo"per assurdo". Espressione usata in geometria, o più generalmente nei ragionamenti, quando si assume come vera un'ipotesi che, contraddicendo principi già acquisiti, si rivela poi inammissibile e assurda, cosicché risulta vero il suo contrario.
ab (a)eternodall'eternità, da sempre. (Dio esiste ab aeterno)
ab antìquodall'antichità, dai tempi antichi.
ab imis (fundaméntis)dalle fondamenta, dalle basi.
ab immemoràbili da tempo remotissimo.
ab iove princìpium"il principio viene da Giove", locuzione comune nei proemi delle opere poetiche latine.
ab iràto"nell'impulso dell'ira". (prendere decisioni ab irato)
ab orìgineoriginariamente, fin da principio.
ab ovo"dall'inizio", deriva dalla locuzione "ab ovo usque ad mala": dall'uovo fino alla frutta.
ab uno disce omnes"da uno impara a conoscerli tutti", cioè dal comportamento di uno solo si può conoscere quello di tutti coloro che sono come lui.
ab urbe còndita"dalla fondazione della città (Roma)", termine che si usa per sottolineare le origini lontane dell'argomento di cui si parla. 
abyssus abyssum invòcat"l'abisso chiama l'abisso", cioè un eccesso trascina a un altro eccesso, un errore ad un nuovo errore.
ad apertùram libri"ad apertura di libro". (saper tradurre ad aperturam libri)
ad audièndum verbum"ad udire la parola". Si dice, con scherzosa solennità, di chi si presenta ad un superiore per ricevere istruzioni.
ad exèmplum"ad esempio".
ad hocappositamente predisposto per uno scopo. (discorso ad hoc)
ad hòminemappositamente predisposto per una data persona. (discorso ad hominem)
(ad) ìnterimsi dice di incarico assunto per breve periodo. (subentrare ad interim)
a divìnis"dai divini (uffici o misteri)". L'autorità ecclesiastica sospende a divinis il sacerdote che sia venuto meno ai suoi doveri, con conseguente proibizione di celebrare la S. Messa.
ad kalendas graecas"alle calende greche", cioè ad un giorno che non verrà mai (gli antichi Greci non avevano le calende).
ad libìtuma piacere, a volontà.
ad lìtteram"alla lettera". (tradurre ad litteram)
ad maiòraletteralmente "agli antenati", saluto beneaugurante in occasioni particolari.
ad multos annos"per molti anni", è frase augurante una lunga vita.
ad ùsum Delphìni"per uso del Delfino (il primogenito del re di Francia)", si usa per indicare scritti alterati a certi e interessati fini. (il giornale ha dato una versione ad usum Delphini)
ad valòrem"secondo il valore", riferito ai tributi calcolati sul valore el bene considerato. (dazio ad valorem)
ad verbum"parola per parola".
advocàtus diàboli"l'avvocato del diavolo".
aere perènnius"più duraturo del bronzo", si dice con enfasi di opera destinata a rimanere viva nei secoli.
a fortiòri"a maggior ragione".
àgnus dei"agnello di Dio"", preghiera, termine usato anche scherzosamente per indicare una persona che si finge umile e sottomessa. (sembrare un agnus dei)
albo signanda lapìllo"giorno da segnare con un sassolino bianco", ossia giorno fausto, contrassegnato da un evento lieto. Il contrario, ad indicare un giorno infausto, è: "nigro signanda lapillo", ossia "giorno da segnare con un sassolino nero".
album"albo", indicante una raccolta di fotografie, dischi e simili, oppure il comune quaderno da disegno.
àlea (i)acta est"il dado è tratto", frase detta da Cesare dopo aver varcato il Rubicone.
àliasaltrimenti detto. (Michelangelo Merisi, alias il Caravaggio)
àliis àlia plàcent"a chi piace una cosa, a chi un'altra", espressione con cui nel mondo classico si indicava il concetto della relatività dei gusti.
àlter ego"un altro me stesso", detto di persona che fa le veci di un'altra. (tu sei il mio alter ego!)
amìcus òmnibus, amìcus némini"amico di tutti, amico di nessuno", antico proverbio.
àmor caecus"l'amore è cieco", antico proverbio.
ante lìtteramla manifestazione d'un pensiero o atteggiamento avente i caratteri d'un fenomeno precedente.
apèrtis vèrbis"con parole esplicite". (dire apertis verbis ciò che si pensa)
a priòri/a posteriòridetto di dimostrazione che procede dalle cause agli effetti/dagli effetti alle cause.
ars longa, vita brevis"arte lunga, vita breve", nota frase di Seneca. Oggi il detto viene utilizzato per sottolineare che la vita è troppo breve per imparare tutto di una disciplina.
audàces fortùna iuvat"la fortuna arride agli audaci".
àurea mediòcritas"aurea mediocrità", ideale vagheggiato da Orazio, ossia il giusto mezzo lontano dagli eccessi.
aut autalternativa, scelta a cui non ci si può sottrarre. (imporre un aut aut)
aut Caesar aut nihil"o Cesare o nulla". Motto che Cesare Borgia detto il Valentino aveva assunto per indicare la sua volontà di diventare potente a tutti i costi.
ave Caesare, morituri te salutant"ave Cesare, i morituri ti salutano", il saluto rituale con cui i gladiatori si apprestavano a combattere nell'arena.
Bbèllum òmnium contra omnes"guerra di tutti contro tutti", espressione con cui il filosofo inglese Hobbes indica la situazione dell'umanità prima dell'avvento dello Stato.
bis"due volte", termine usato solitamente a teatro per chiedere una replica dello spettacolo. (gli attori concessero molti bis)
brevi manudirettamente, personalmente, detto soprattutto per la consegna di lettere e altri oggetti fatta a mano.
busìllisdifficoltà, punto difficile, è nato dalla erronea trascrizione della frase latina "in diebus illis" trasformata in "in die busillis". (qui sta il busillis)
CCaesar"Cesare", appellativo per eminenti personalità.
captatio benevolentiaeil carpire in modo subdolo la benevolenza altrui.
carpe dìem"cogli l'attimo", espressione assurta ad indicare un comportamento di vita basato sul giorno per giorno.
Carthago delènda est"Cartagine deve essere distrutta".
casus belliatto che provoca l'inizio di una guerra fra due stati, può anche indicare un motivo di attrito, di contrasto fra persone.
cave canem"attento al cane", usato anche metaforicamente.
cìrcolus vitiòsus"circolo vizioso", dal linguaggio filosofico, espressione con cui si indica l'errore logico di chi vuole dimostrare una verità, ponendola però anche come premessa del ragionamento..
cògito, ergo sum"penso, dunque sono", la famosa frase cartesiana.
(condìtio) sine qua nonformula usata per indicare una condizione necessaria al verificarsi dell'azione.
conquìbus (cumquìbus)indica scherzosamente denaro, deriva dal latino "cum quibus".
contra"contro", termine usato per indicare l'aspetto sfavorevole di una questione. (valutare il pro e il contra)
coram populo"in presenza del popolo", pubblicamente, in presenza di tutti. (spiattellare un segreto coram populo)
corpus"corpo", insieme di scritti, documenti, opere che trattano un determinato argomento. (il corpus delle iscrizioni latine)
corpus domini"corpo del Signore", festa nella quale si commemora l'istituzione dell'Eucarestia. (la processione del corpus domini)
credo"io credo", preghiera della fede cattolica, termine usato per indicare l'insieme delle convinzioni di una persona. (bisogna rispettare ogni credo politico)
crucifige"crocifiggi", grido con cui i nemici di Gesù ne chiedevano il supplizio. (gridare il crucifige ad uno)
cui bono?/ cui prodest?"a chi giova?", formula giuridica secondo cui il colpevole di un delitto va cercato tra coloro che ne traggono vantaggio, ossia hanno un movente.
currènti càlamo"con penna corrente", senza pensare troppo a quel che si scrive, di getto. (scrivere currenti calamo)
currìculum (vitae)curricolo, documento elencante i titoli conseguiti e gli incarichi ricoperti nel corso degli anni.
Ddamnòsa hereditas"dannosa eredità", è ciò che diceva Gaio.
dàtur òmnibus"si da a tutti", iscrizione sulle porte di alcuni monasteri. Talora il detto viene ripetuto ironicamente da chi si sente chiedere continuamente regali o favori.
de cuiuspersona della cui eredità si parla. (successione legittima al de cuius)
de factodi fatto, concretamente, contrapposto al de iure.
de gustibus non est disputandum"non bisogna discutere sui gusti (d'ogni persona)".
de iuresecondo la legge, il diritto, contrapposto al de facto.
deo gratiasesclamazione di sollievo per la conclusione di qualche situazione difficoltosa.
de plano"senza difficoltà", formula giuridica che nel linguaggio comune ha assunto il significato di un'azione priva di difficoltà. 
de profùndis"dal profondo", il salmo che si recita per i defunti, frase usata anche scherzosamente. 
deus e(x) machinapersona in grado di risolvere situazioni difficili e complesse, in senso dispregiativo chi dirige e organizza la trama di un intrigo restando nell'ombra.
de visu"di veduta", coi propri occhi.
dictum factum"detto fatto", modo di dire.
dies irae"il giorno dell'ira", il giorno del Giudizio universale, termine usato per indicare il momento della resa dei conti. (verrà il dies irae!)
dìvide et ìmpera"dividi (il potere) e comanda", modo di dire del linguaggio degli storici. L'espressione si riferisce al sistema imperiale romano, per cui i popoli sottomessi venivano divisi in più entità amministrative, allo scopo di evitare spinte autonomistiche.
dìxi"ho finito", formula di chiusura con cui l'oratore terminava i suoi discorsi, talora usata anche oggi ad indicare che l'argomento è chiuso e non si ammettono repliche.
docta ignoràntia"un'ignoranza dotta", espressione attribuita al filosofo Niccolò Cusano, che ne fece il titolo di una sua opera. In realtà il detto appartiene alla tradizione neoplatonica secondo la quale l'uomo, essendo per natura limitato, non può conoscere a fondo il mistero della divinità, per cui, pur essendo dotto, rimane sempre fondamentalmente ignorante.
dòmine"o Signore". (domine, aiutaci)
domo"casa", usato per indicare chi parla a favore di una cosa a cui ha interesse, pur volendo dare l'impressione di non averlo. (Cicero pro domo sua)
do ut des"ti do perchè tu mi dia". Abbreviazione di formula giuridica, si usa nel linguaggio popolare per indicare un accordo vantaggioso sia per chi fà un dono, che per chi lo riceve. 
dulcis in fundo"il dolce alla fine (dei pasti)", frase usata metaforicamente ad indicare un lieto evento che si verifica alla conclusione di qualcosa.
dura lex, sed lex"dura legge, ma è la legge", iscrizione presente in molti tribunali.

 

E-I

L-Q

R-V