Premessa

Il poeta (a proposito, avete capito chi è?) si imbatte in un paesaggio fluviale, con le anime che son dannate per aver naufragato i loro antichi pensieri scacchistici in altre faccende, dimenticando così la quintessenza stessa della vita: gli scacchi! Perciò, son puniti a ricordar indelebilmente la loro grave colpa! E per finire, una bella legenda sui cinque fiumi degli inferi, e la "vera" storia di due mostri ...

 

 
Le vittime di Cariddi

 

Il tragitto volsemi gli occhi alla strada

ché ai miei piedi s'apria un bivio,

l'un verso l'erta e l'altra più grada,

sicché mossi verso il dolce declivio.

 

Un fiume strapien d'umano fardello

mostrossi all'orizzonte della vista

che già si rispecchiava in quello

nel dimandar la possibile pista.

 

Allorché fui sceso a rimirar l'orrendo

specchio delle condannate deformità,

un odor marcio s'esalava dalla sommità

ed un ribollir di sangue salia gemendo.

 

Le parve anime ivi stavan immerse

fra gorghi e flutti d'un denso liquame

e guizzavan come pesci sanza squame,

finché una canuta chioma ne emerse.

 

Avea il ventre rigonfio di gravidezza

e l'umor lezzo gli scorrea per ogni lembo,

ma l'animo mio ancor tenea giusta fierezza

quando osai dir: "Qual peso celi in grembo?"

 

Mostrommi il volto eroso ed aprì bocca:

"Codesto è l'infame destino che alfin tocca

a color che ebbero vanto di scacchistica arte

ma ingrati finiron per metterla da parte!"

 

"In vita non tenni la giusta costanza

ed abbandonai il sol ver unico amore,

giovanil brama d'intellettuale ardore,

or bevo le acque della rimembranza!"

 

"Perorai la tua stessa causa con onor

ma ebbi sorte fiate volte più avversa

dacché non unico il corpo smise vigor

ma la mente mia nell'oblio fu dispersa!"

 

Allor abissò il capo nel sozzo liquore,

s'affondò e neppiù vi giunse fore

onde non trovai remora al continuar

i passi miei avanti sanza più riguardar.

 
 
I fiumi infernali
Acheronte: è il principale fiume del regno dei morti, dove Caronte traghetta le anime dei defunti che ebbero sepoltura. ---- Flegetonte: uno degli affluenti dell'Acheronte. ---- Còcito: il maggior affluente dell'Acheronte, vien detto il fiume del pianto, perché ivi son le anime dei peccatori comuni. ---- Stige: il fiume dove fu immerso dalla madre Achille, perché diventasse invulnerabile. ---- Lete: il fiume dell'oblio, che Dante pone nel paradiso terrestre per "lavar via" i peccati delle anime del Purgatorio.
 
Scilla e Cariddi
Scilla e Cariddi, entrambi mostri marini, fanno parte dei tanti perigliosi ostacoli affrontati da Ulisse nel suo viaggio di ritorno ad Itaca. Cariddi originava il vortice dello stretto di Messina, attirando le navi verso la rupe di Scilla. Quest'ultima, con le sue bocche latranti ed i suoi dodici piedi, aggrediva ed infine uccideva i naviganti.
 
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